13 marzo 2008
02 marzo 2008
HDR ad una sorgente
Nella pratica, laddove siamo in presenza di situazioni ad alto contrasto, la perfetta esposizione di una foto non é umanamente possibile. Pertanto le varie tecniche HDR (High Dynaminc Range) possono venirci in contro, in post-produzione, risolvendo il problema; vale a dire, mescolando opportunamente (quasi sempre manualmente) 2, 3 o più fotogrammi della stessa scena con differenti esposizioni. Questa tecnica seppur praticabile e con buoni risultati, risulta spesso laboriosa e pesante da portare a termine, se il numero delle foto da post-produrre é elevato. Inoltre problemi di off-centering tra i vari scatti sono comuni e fastidiosi, soprattuto quando non si sia usato cavalletto, etc. Molti programmi risolvono automaticamente i suddetti problemi, stravolgendo però la reale dinamica di luci ed ombre e creando visioni fumettistiche e ridicole della realtà (vedi Photomatix! Personalmente odiato!).
Utilizzando "la profondità" informativa di un solo file RAW é possibile estrapolare la maggior informazione possibile al fine di ampliare il rango dinamico. La tecnica, che descriverò, può essere considerata una tecnica HDR alternativa, basandosi infatti su un unico scatto. Tale tecnica é una derivazione (semplificata, ma autonomamente implementabile) di quella usata da un noto fotografo che stimo molto, José María Mellado della Real Sociedad Fotográfica di Madrid.
Consideriamo una foto che abbia evidenti problemi di contrasto. Pur essendo stata scattata con esposizione appropriata (vale a dire, la soluzione dell'equazione dell'esposizione é uguale a +0.0), la dinamica reale di luci ed ombre era troppo ampia per essere "seguita" senza problemi dal sensore:
Da un'analisi della precedente foto, saltano agli occhi le zone saturate verso il bianco (zone rosse) e quelle saturate verso il nero (zone blu):
Dalla foto originale deriviamo due sorgenti secondarie, scegliendo (in Camera Raw) valori corretti di esposizione che contrastino rispettivamente le due saturazioni presenti nell'originale. Nel caso in questione, ho "annullato" le zone saturate considerando valori di esposizione di +1.70 e -0.50, per le zone saturate verso il nero e per quelle saturate verso il bianco, rispettivamente.
Il processo, nei suoi passi elementari é descritto considerando Livelli e Maschere di Photoshop CS3. Consideriamo adesso i due livelli contenenti rispettivamente l'immagine sovraesposta (+1.70) e l'immagine sottoesposta (-0.50):
1) selezioniamo (cliccando) il livello basso e copiamolo integralmente (Ctrl+A e Crtl+C);
2) selezioniamo adesso il secondo livello e creiamo su di esso una Maschera (3° bottone da sx nel pannello dei Livelli);
3) tenendo premuto Alt clicchiamo sulla maschera creata al passo 2);
4) incolliamo (Ctrl+V) quindi il livello copiato precedentemente sulla maschera selezionata al passo 3);
5) sull'immagine in bianco e nero che apparirà sulla maschera creata, eseguiamo una sfocatura gaussiana di raggio r=40;
6) clicchiamo sul livello di fondo ed il procedimento é concluso :-)
Il risultato può essere migliorato eseguendo con Photoshop la sequenza naturale di azioni a cui siamo abituati (Livelli, Curve, Bilanciamento dei Colori, etc.). Avere ampliato il rango dinamico porta ad un miglior bilanciamento del lavoro finale.
Tale procedimento é senza perdita di qualità solo nel caso in cui si siano generate 2 versioni indipendenti da un unico file RAW sorgente. Laddove invece si adoperi questa tecnica su sorgenti povere di informazioni (8 bits), la qualità finale sarà di gran lunga inferiore. Inoltre come regola di pollice é bene sovraesporre leggermente in casi di forti contrasti. Infatti proprio per la linearità dei sensori, un maggior numero di dati si annida nei livelli corrispondenti alle luci (quelli binariamente più alti). Inoltre usando Camera Raw, a differenza di altri programmi, é possibile ricostruire le zone saturate verso il bianco anche investigando un solo canale di RGB.
La tecnica qui descritta é molto utile in quanto completamente automatizzabile in PS. Buon lavoro.
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19 novembre 2007
Porta San Filippo

E' vero, ho latitato parecchio sul sito, ma ho un buon motivo. Ho iniziato a stampare in camera oscura!
Lo so, in tempi digitali è una pazzia, e può sembrare un "tantino" reazionario. Per non parlare del fatto che per stampare una foto spendi un sacco di soldi e di tempo. In media 3 ore per 3-4 foto fatte più o meno come le volevi.
Il risultato però è piuttosto soddisfacente! Per prima cosa, hai una fotografia. Hai usato solo la luce per fare quella cosa, stop. L'altro tipo di soddisfazione è, chiaramente, legato alla materialità dell'oggetto. All'aspettare che sia asciutto per poterlo vedere bene, notare con orrore che hai stampato tutti i granelli di polvere che, distrattamente, non hai tolto da tutto l'apparato. E che dovrai togliere sciogliendo un tocco di china solida usando una penna di beccaccina (con eventuali blasfemità incorporate...).
E così da un po' di tempo esco solo con la OM-1.
La foto sopra l'ho scattata, come da titolo, lungo una delle porte della città. Credo che possa rientrare negli paesaggi urbani proposti da Wisdoms!
L'inquadratura è un po' affrettata. Ma in fondo è un'istantanea :P! Mentra inquadravo poi il bambino si è girato (sgamandomi in pieno!), non ho neanche pensato. Senza il bambino girato credo avrebbe perso tantissimo.
Per la foto ho usato una PAN F plus a 50 asa, stampata su Ilford MG a gradazione 3, mascherando un po' sulle persone, per non farle diventare troppo scure. In post ho corretto un po' i livelli e il contrasto (il mio scanner fa abbastanza pena...).
Un saluto a tutti!
P.S.
Se il sito è definitivamente out ditemelo che passo su flickr. Dovrò ricordarmi una possword in più, ma tanto è questo l'andazzo. Maledetti social network!
19 ottobre 2007
15 ottobre 2007
Adobe RGB vs. sRGB
Posto qualcosa scritto ieri con Jul, magari vi serve! :-)
Molti si chiedono in quale spazio di colore sia meglio lavorare quando si tratta di editing di una fotografia in formato digitale. La risposta corretta secondo me é Adobe RGB (e non sRGB). (fulmini e saette!)
Molti mi staranno maledicendo o apostrofando come eretico, altri invece diranno che chi usa, come spazio di colore l'Adobe RGB e non ha un monitor Lacie da almeno 2000€ perde il suo tempo ed é un illuso. Invece é facile dimostrare che scegliendo lo spazio di colore giusto (che non significa avere il monitor super-calibrato), é possibile indirizzare il lavoro di post-scatto verso la massima qualità digitale.
Mi spiego meglio. Prendo come immagine di riferimento questa (gentilmente fornitami dall'amico Jul):

Apparentemente editare la suddetta lavorando in Adobe RGB o scegliendo (come impostazioni di colore di Photoshop) l'sRGB sembra essere uguale; forse pochissimi, con occhi e monitor migliori di altri, potrebbero cogliere tutta la profondità di colore differente nei due spazi. Attenzione però, vedere l'informazione di una foto per editarla al meglio non ha nulla a che vedere con la grandezza del file o con la sua qualità! Quindi dove sta il problema? Il problema sta nel fatto che quando editiamo una foto possiamo inavvertitamente sopprimere dell'informazione abbassando la qualità dei successivi processi (stampa della foto o pubblicazione sul web).
Secondo me usare lo spazio di colore Adobe RGB permette di non cadere in questo frequente errore. Infatti l'esempio che segue dimostra che c'é più informazione visibile nell'Adobe RGB che nell'sRGB. Prendiamo l'immagine di prima e visualizziamo solo il canale blu (ricordate che le immagini sono sempre B&N, sono i processori che generano i colori!), cosa otteniamo:
con Adobe RGB:

mentre con sRGB:

È facilissimo rendersi conto di quanta informazione in più ci sia nella prima immagine. Questo dimostra che l'sRGB é solo un sottospazio dell'Adobe RGB! Quindi lavorare con quest'ultimo consente di "vedere" più informazione nella nostra foto. Molte macchine fotografiche permettono di sceglie tra questi due spazi di colore (ne esiste anche un terzo chiamato ProPhoto RGB, ma rarissimo ancora). Sono dell'avviso che é meglio "vederla" tutta l'informazione a 16 bits di una foto RAW (be vale anche per i JPG, anche se é sconsigliato editarli perché ad 8 bits - l'istogramma perderebbe troppe righe!).
Attenzione però! Quando pubblicate sul web, lo spazio di colore più comunemente impiegato dai browser é l'sRGB e le vostre foto verranno in qualche modo cambiate/alterate! Per adesso (anche se i browser si stanno evolvendo... lentamente) é meglio caricare le foto in sRGB. Per completezza aggiungo (a questo post) un esempio creato da Jul, su un PC con Explorer 7:

Inoltre sempre Jul (su Mac), mi ha fornito un altro esempio sulla stessa immagine in Adobe RGB vista da PS CS3, Safari e Mozilla:

Safari sembra comportarsi meglio, rispettando la fedeltà dei colori.
Purtroppo lo spazio di colore é un problema aperto in fotografia digitale, ma lavorare in Adobe RGB, permette un controllo effettivo sulla foto, evitando involontarie predite di qualità di quest'ultima.
Saluti!
P.S. Quanto detto non é solo frutto della mia mente malata, ma é anche supportato da fotografi che si occupano di fotografia digitale di alta qualità :-)
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14 ottobre 2007
urban attitudes/unheard melodies

Provo a contribuire anch'io al tema proposto.
Ho provato a rispolverare il mio giocattolo analogico, un po' perche' ne avevo voglia, un po' perche' ero in attesa di farmi venire l'ispirazione per pulire il sensore della digitale.
Ahime', ho dovuto scoprire che l'esposimetro era andato, ed ho percio' esposto ad intuito, aiutandomi col bracketing. Poi, essendo un po' arruginito, ho anche fatto cadere due volte la pellicola in camera oscura. Beh, date le premesse il risultato non e' troppo male, no?
10 ottobre 2007
06 ottobre 2007
Sono tornato :)
A presto!

25 settembre 2007
23 settembre 2007
21 settembre 2007
Auto-promozione
Ho appena terminato di aggiornare il mio fotoblog: ora non lo gestisco più con Blogger, ma con un apposito software che si chiama Pixelpost che, a parte la maggiore versatilità e facilità d'uso, mi pare dia al sito una maggiore immagine di "professionalità".
Pixelpost (programma assolutamente free), con un po' di conoscenza di html si riesce a personalizzare con sufficiente facilità.
Se interessa questi sono i requisiti per farlo funzionare:
possedere uno spazio web (con sufficiente spazio per le foto!) con interprete php (minimo 4.3 con le GD-lib) e mySQL server (minimo 3.24).
Date un'occhiata e ditemi cosa ne pensate: l'indirizzo è sempre lo stesso astigmatic.it, come pure - purtoppo per voi! - le foto!
Grazie per l'attenzione.
06 settembre 2007
04 settembre 2007
Pattinando
Beh, per fortuna girando per le città non si trovano solo vecchiarde come le tue e spesso le atmosfere sono più rilassate! :-)

03 settembre 2007
21 agosto 2007
Di nuovo in moto!
Forza ragazzi tutti in assetto fotografico! C'é molto da fotografare ancora!
Dopo l'estate sono attesi grandi fermenti da parte vostra e di tutti, quindi non siate parchi postate i vostri lavori e discutiamone! Le sperimentazioni sono come sempre graditissime!!! A presto!
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